Dopo il passaggio di un’intensa perturbazione atlantica, rinvigorita dall’ex uragano Erin e sostenuta da correnti sud-occidentali in quota, nel corso del pomeriggio di giovedì 28 agosto si configura un contesto fortemente instabile sul Nord Italia.
Ciò che risalta maggiormente è l’intenso richiamo orientale nei bassi strati, destinato a interessare gran parte della pianura lombarda, accompagnato da valori di CAPE prossimi ai 2000 J/kg e sovrapposti a elevati valori di shear direzionale ed elicità. Un mix particolarmente favorevole allo sviluppo di temporali organizzati e supercelle, potenzialmente anche tornadiche, dato il forte accoppiamento tra instabilità e wind shear su un’area relativamente ristretta.
L’incertezza principale riguarda tuttavia il possibile sviluppo di convezione marittima: alcuni modelli prevedono la formazione di temporali sul Mar Ligure, capaci di compromettere il setup sulla pianura lombarda. Altri, tra cui ICON-D2 e CH1/CH2, indicano invece un mare più “cappato” e l’innesco di una dry line sulla Lombardia centrale, in movimento verso est/nord-est, in grado di generare fenomeni violenti.
Per questo motivo decido di svegliarmi presto e valutare la situazione in tempo reale. Imposto la sveglia alle 9 e, già dalle prime ore del mattino, noto come l’intero settore del Mar Ligure risulti privo di attività convettiva significativa: un segnale che lascia presagire la bontà dello scenario con dry line. Decido quindi di uscire e incontrarmi con gli altri compagni di caccia a Crema, nostro target iniziale, dove ci fermiamo anche per pranzare in attesa dell’evoluzione.
Durante la mattinata l’atmosfera si presenta già instabile, con rovesci e temporali a base alta in transito, alternati a schiarite.
Nel corso del primo pomeriggio la situazione evolve rapidamente: il vento da sud-est si intensifica e una linea temporalesca multicellulare prende forma tra l’entroterra ligure e l’Alessandrino. All’interno di questo cluster, una cella riesce a isolarsi e, risalendo verso la pianura pavese, diventa rapidamente più intensa delle altre.
Questa cella attira subito la nostra attenzione, trovandosi in una posizione ideale per interagire con la ventilazione umida sud-orientale. Iniziamo quindi a monitorarla con attenzione e, nel giro di pochi minuti, osserviamo al radar una rapida acquisizione di caratteristiche supercellulari. Decidiamo così di muoverci per intercettarla.
Ci appostiamo nei pressi di Azzanello (CR) e, mentre attendiamo l’arrivo del temporale, iniziano a circolare sui social diversi video di danni significativi nel Pavese, causati proprio da questa struttura. Siamo quindi consapevoli di trovarci di fronte a un temporale violento e valutiamo con attenzione ogni spostamento.
Nonostante la distanza, iniziamo a distinguere chiaramente le striature del mesociclone. Scattiamo le prime foto, ma siamo presto costretti a muoverci nuovamente a causa della rapidità di spostamento della cella.
Durante il tragitto verso Verolanuova (BS), la supercella continua a organizzarsi, assumendo colorazioni verdastre e sviluppando una wall cloud molto bassa e ben definita. Decidiamo quindi di anticiparla sfruttando l’autostrada nei pressi di Manerbio (BS), per poi immetterci sulla A4 in direzione est.
Questa scelta si rivela vincente: riusciamo a mantenere una distanza di sicurezza adeguata e a documentare la supercella, che nel frattempo evolve ad HP (High Precipitation). La seguiamo fino a oltre Verona, dove progressivamente perde le caratteristiche supercellulari a causa del venir meno degli ingredienti favorevoli, trasformandosi in un sistema più lineare.
Il giorno successivo veniamo a conoscenza del fatto che la supercella ha prodotto un debole tornado rain-wrapped nei pressi di Somaglia, nel Lodigiano, poco prima della nostra intercettazione.
Le fasi iniziali da Azzanello (CR) notare le striature date dalla rotazione che si estende fin verso i medio/alti livelli:

Organizzazione durante il tragitto verso Manerbio (BS) , il Mesociclone ha iniziato a scolpirsi ancora di più, producendo una wall cloud molto bassa e definita:

Foto dall’Autostrada, altezza Brescia sud.

Evoluzione a supercella HP, fra Sirmione e Peschiera:

