Incredibile supercella a Pontevico (BS), 20 Luglio 2026

Dopo i violenti passaggi temporaleschi dei giorni precedenti, tra il 19 e il 20 luglio 2026 la situazione sul Mediterraneo rimane pressoché invariata. Mentre una tenace cupola di calore eccezionale continua a interessare le regioni centro-meridionali italiane, il Nord Italia si trova ancora lungo una stretta e insidiosa fascia di confluenza, alimentata da correnti occidentali e nord-occidentali più fresche legate alla presenza di aria instabile sull’Europa centro-settentrionale, a sua volta associata a una vasta circolazione depressionaria centrata sulla Penisola Scandinava.

Già nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio il Nord Italia era stato interessato da un vero e proprio outbreak di supercelle, accompagnate da grandine di grosse dimensioni e numerosi danni, in particolare sul Bresciano.

All’alba di lunedì 20 luglio il quadro sinottico rimane sostanzialmente invariato. Il forte gradiente termico presente lungo la zona di confluenza tra masse d’aria dalle caratteristiche molto differenti, associato a un ambiente fortemente instabile e caratterizzato da elevato wind shear, mantiene ancora una volta condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali organizzati e potenzialmente supercellulari.

Osservando le simulazioni modellistiche durante la sera precedente, i principali modelli ad area limitata, e in particolare ICON CH1, individuano una fascia a elevato potenziale convettivo estesa tra la Lombardia orientale, il Veneto occidentale e i settori settentrionali dell’Emilia-Romagna, con fenomeni previsti in movimento prevalentemente da WNW verso ESE. Considerati gli elevati valori di wind shear presenti, uno dei rischi principali è rappresentato ancora una volta dalla possibilità di grandine di grosse dimensioni all’interno delle celle più intense e organizzate.

Punto quindi la sveglia alle 5 del mattino, poco prima dell’orario nel quale mi aspetto l’iniziazione della convezione. Al risveglio noto immediatamente come l’atmosfera stia già iniziando ad attivarsi: diversi temporali sono presenti lungo la fascia prealpina lombarda, mentre sulla pianura compaiono inizialmente alcuni rovesci sparsi. Nel giro di pochissimo tempo, però, alcuni di questi nuclei intensificano rapidamente, raggiungendo quasi subito valori radar prossimi al fondoscala.

Decido quindi di portarmi immediatamente a sud-est della linea maggiormente instabile. Considerando le correnti in quota prevalentemente nord-occidentali, questa posizione mi avrebbe permesso di trovarmi già lungo una traiettoria favorevole nel caso in cui uno dei temporali fosse riuscito a organizzarsi e acquisire caratteristiche supercellulari. Ed è esattamente ciò che accade poco dopo.

In breve tempo due temporali riescono infatti a isolarsi dal resto della convezione e ad assumere caratteristiche supercellulari. Scelgo di intercettare la cella più orientale e raggiungo Corte de’ Cortesi con Cignone, dove trovo una visuale completamente libera sulla struttura.

Davanti a me prende progressivamente forma una spettacolare supercella. Il mesociclone diventa sempre più evidente mentre, contemporaneamente, il vento orientale al suolo aumenta sensibilmente d’intensità, alimentando l’inflow verso il temporale. Anche l’attività elettrica cresce rapidamente, con numerose fulminazioni nube-terra che si sviluppano in prossimità della wall cloud.

Continuo quindi l’inseguimento verso Pontevico, mentre la struttura acquista dimensioni e organizzazione sempre maggiori. Il mesociclone appare ora molto più esteso e spettacolare e, proprio in questa fase, dall’interno della supercella iniziano ad arrivare segnalazioni di grandine di grosse dimensioni e violente raffiche di vento.

L’evento lascia infatti una pesante scia di danni sulla Bassa Bresciana. Le grandinate più violente interessano diverse aree comprese tra Leno, Pralboino, Gambara, Remedello, Isorella e Gottolengo, con danni particolarmente importanti nel settore tra Castelletto di Leno, Gottolengo e Gambara. Automobili, abitazioni, strutture agricole e impianti fotovoltaici vengono danneggiati, mentre nelle campagne alcune coltivazioni di mais risultano quasi completamente distrutte. Segnalazioni di grandine e danni interessano inoltre altri settori della Bassa, tra cui Pavone Mella, Verolanuova e Orzinuovi.

Poco dopo la supercella che sto inseguendo comincia progressivamente a perdere la propria struttura isolata, tendendo a linearizzarsi e confluendo successivamente in un cluster temporalesco che prosegue rapidamente verso il Mantovano e l’Emilia-Romagna.

Durante la strada del ritorno riesco infine a osservare anche il margine della seconda supercella, quella rimasta più arretrata rispetto alla cella che avevo deciso di inseguire. Anche quest’ultima continua a produrre fenomeni intensi e grandine di grosse dimensioni lungo il proprio percorso, chiudendo così un’altra mattinata estremamente dinamica nel corso di una delle fasi temporalesche più intense dell’estate 2026.

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