A soli due giorni dal violento passaggio temporalesco del 15 luglio, durante il quale avevo seguito sul campo l’evoluzione di un intenso sistema temporalesco nel Modenese—>https://www.stormnetwork.it/2026/07/23/incredibile-shelf-cloud-fra-mirandola-e-finale-emilia-mo-15-luglio-2026/, una nuova configurazione favorevole allo sviluppo di temporali organizzati interessava il Nord Italia.
Nella giornata di venerdì 17 luglio il Nord Italia continuava infatti a trovarsi lungo una delicata zona di confluenza tra masse d’aria dalle caratteristiche molto differenti. Da una parte persisteva la risalita di aria molto calda associata all’anticiclone subtropicale nordafricano, particolarmente presente sulle regioni centro-meridionali; dall’altra, correnti più umide sud-occidentali scorrevano sul suo bordo settentrionale, in relazione alla presenza di aria più fresca e instabile sull’Europa centro-settentrionale.
In questo contesto, già durante la sera precedente avevo individuato nelle ore prossime all’alba una delle fasi potenzialmente più interessanti. Le indicazioni modellistiche suggerivano infatti la possibilità dello sviluppo di un temporale particolarmente intenso lungo la fascia alpina e prealpina lombarda, con successivo spostamento verso est seguendo indicativamente l’alta pianura e la fascia pedemontana, fino al Trentino-Alto Adige.
Un ruolo importante sarebbe stato giocato dall’afflusso di aria molto umida nei bassi strati dai quadranti orientali. La presenza di questo flusso nei bassi livelli, sovrapposto a correnti differenti e progressivamente più intense salendo di quota, contribuiva a determinare un profilo di shear favorevole all’organizzazione della convezione. A ciò si aggiungevano l’elevata disponibilità di umidità e il contributo del sollevamento orografico in prossimità dei rilievi.
La possibilità che una cella riuscisse a organizzarsi assumendo caratteristiche supercellulari era quindi concreta.
Attorno alle 4:00 del mattino un primo intenso temporale, proveniente dal Piemonte e trasportato rapidamente verso est dalle correnti in quota, raggiunge la Brianza. In breve tempo la struttura mostra al radar caratteristiche compatibili con una marcata organizzazione supercellulare.
A quel punto decido di mettermi immediatamente in movimento.
Considerata l’elevata velocità di traslazione della cella verso est, scelgo di anticiparne il percorso dirigendomi verso Cazzago San Martino, in provincia di Brescia. Riesco così a intercettare la supercella poco prima del sorgere del sole, mantenendomi in una posizione di sicurezza mentre la struttura attraversa rapidamente la Lombardia orientale.
Nel frattempo iniziano ad arrivare le prime immagini delle conseguenze lasciate dalla stessa cella durante il precedente transito sulla Brianza, dove una grandinata estremamente violenta aveva interessato numerosi comuni.
I danni risultano particolarmente ingenti tra Cesano Maderno e Bovisio Masciago, dove vengono segnalati chicchi di grandine fino a circa 10 centimetri di diametro.
Numerose automobili vengono gravemente danneggiate, con parabrezza e lunotti sfondati e carrozzerie pesantemente ammaccate; vengono inoltre segnalati danni a tetti, lucernari, tapparelle e pannelli fotovoltaici.
Dopo aver attraversato la Brianza, la struttura prosegue rapidamente verso est interessando la Bergamasca e successivamente il Bresciano.
Anche qui il passaggio temporalesco risulta particolarmente violento, soprattutto per quanto riguarda le raffiche di vento. Le stazioni meteorologiche della rete Meteopassione registrano una raffica massima di 109,4 km/h a Lumezzane alle 5:47, 99,0 km/h a Chiari alle 5:27 e 96,6 km/h a Famea di Casto alle 5:56.
Gli effetti sul territorio sono considerevoli, con alberi e rami abbattuti e coperture danneggiate in diverse località. A Gardone Riviera la violenza del vento provoca addirittura il crollo di una gru utilizzata per lavori edili, che precipita sui tetti di alcuni edifici e successivamente sulla strada, fortunatamente senza provocare feriti.
La supercella continua quindi la propria corsa verso il settore gardesano, allontanandosi progressivamente dalla mia posizione.
La mattinata, tuttavia, è tutt’altro che conclusa.
Alle spalle della prima struttura la convezione tende infatti rapidamente a riorganizzarsi, dando origine a una vasta struttura multicellulare pressoché lineare, disposta lungo buona parte della Pianura Lombarda.
Ed è proprio questo uno degli aspetti meteorologicamente più interessanti dell’evento.
Se la possibilità di convezione organizzata durante le prime ore del mattino era stata individuata nella previsione elaborata la sera precedente, l’estensione e soprattutto l’organizzazione della successiva linea temporalesca sulle pianure non erano invece state previste in questi termini.
Il sistema attraversa così una porzione molto ampia della Lombardia accompagnato da precipitazioni intense e forti raffiche di vento.
Sul bordo avanzante dell’outflow prende forma una spettacolare shelf cloud, la caratteristica nube a mensola che si sviluppa lungo il gust front, ovvero il fronte di raffica generato dall’espansione dell’aria più fredda in uscita dal temporale.
Decido quindi di spostarmi rapidamente verso sud, raggiungendo la Bassa Bresciana e portandomi nel settore compreso tra Quinzano d’Oglio e Orzinuovi.
Qui riesco a posizionarmi davanti alla linea temporalesca e a documentare fotograficamente l’avanzata della shelf cloud sulle pianure bresciane, illuminata dalle prime luci del mattino.
Quella del 17 luglio è stata quindi una mattinata particolarmente interessante anche dal punto di vista previsionale. La finestra temporale individuata la sera precedente ha trovato riscontro con lo sviluppo, proprio nelle ore prossime all’alba, di una violenta supercella capace di attraversare rapidamente parte della Lombardia, producendo grandine di dimensioni eccezionali in Brianza e raffiche di vento prossime o superiori ai 100 km/h sul Bresciano.
La successiva evoluzione lineare ha invece rappresentato l’elemento inatteso della giornata, ricordando ancora una volta quanto l’atmosfera possa modificare rapidamente l’organizzazione della convezione anche all’interno di un quadro sinottico correttamente individuato.
Per me è stata soprattutto un’altra occasione per trasformare una previsione in osservazione sul campo: individuare con anticipo una possibile finestra favorevole, partire prima dell’alba, seguire costantemente l’evoluzione radar, scegliere il posizionamento e infine trovarsi davanti alla struttura nel momento giusto per documentarla.
Prima la supercella alle prime luci del giorno, dopo aver prodotto una grandinata eccezionale sulla Brianza.
Poco dopo, una nuova linea temporalesca e la spettacolare shelf cloud in avanzamento sulla Bassa Bresciana.
Due strutture differenti concentrate nell’arco di pochissime ore, all’interno di una fase atmosferica estremamente dinamica che avrebbe rappresentato soltanto l’inizio di una sequenza di giornate temporalesche particolarmente intense per la Lombardia.
La supercella dell’alba, dopo aver devastato alcun aree della Brianza, si è diretta velocemente verso la bassa Bergamasca e la pedemontana Bresciana:

La supercella da Cazzago S. Martino (BS)

La linea temporalesca successiva estesa parallelamente lungo tutta la Pianura Lombarda.

La shelf cloud presente sul bordo avanzante ripresa fra Quinzano d’Oglio e Orzinuovi (BS):

